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Aldo Moro: la verità negata

Popolarità:
82
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Zoom
Inserito il:
luglio 2020

Autore:
Gero Grassi

Casa Editrice:
CSL Pegasus


Aldo Moro: la verità negata” è il titolo del volume che l’on. Gero Grassi ha pubblicato al termine della scorsa legislatura e dei lavori della Commissione Moro II. Il tutto con le prefazioni di Maria Fida Moro, primogenita di Aldo Moro, di Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione Moro II, dell’ex fondatore delle Brigate Rosse Alberto Franceschini e del presidente del Gruppo Pd alla Camera Ettore Rosato. Pubblicati, inoltre, importanti scritti inediti di Giulio Andreotti, Alberto Franceschini, Leonardo Sciascia e Martin Schulz.

Nel libro sul caso Moro, il deputato terlizzese propone tutto il lavoro svolto dal 2013 al 2018 dalla Commissione Moro II per la ricerca della verità sull’eccidio di via Fani, in cui il 16 marzo del 1978 furono barbaramente assassinati i componenti della scorta dello statista salentino Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi e Giulio Rivera. Un lavoro faticoso, caratterizzato dallo studio di un enorme archivio di documenti pubblici e privati ed articoli giornalistici dell’epoca, messi a disposizione da Maria Fida e Luca Moro. “La verità – scrive Grassi – è quella che emerge dalle indagini ed è suffragata da prove certe”. Prima della Commissione Moro II, infatti, la verità che si conosceva sul caso Moro era tutta rilevata dal Memoriale Faranda-Morucci. Nella terza Relazione Moro, approvata dalla Camera dei Deputati il 13 dicembre 2017, si dice, invece, che “emerge un particolare rapporto di Morucci con apparati dello Stato e figure istituzionali, con i quali si avviò nel corso degli anni ’80 una forma di interlocuzione, in un sovrapporsi di piani tra la vicenda criminale e quelle politico-giudiziarie. Ciò favorì un processo di rielaborazione a posteriori della vicenda Moro, che costituisce un grande problema politico-culturale aperto, perché per molti aspetti si tradusse in una sorta di negoziato di cui l’opinione pubblica fu tenuta sostanzialmente all’oscuro”.

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