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Il sequestro Cicalò, il tentato sequestro Pinna e altri rapimenti ipotizzati

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Inserito il:
gennaio 2021

Autore:
Ettore Angioni

Casa Editrice:
Alfa Editrice


Il nuovo anno era iniziato all’insegna di un freddo pungente, con le montagne del Gennargentu ammantate di neve e il pensiero era sempre più rivolto a coloro che ancora si trovavano in mano ai loro rapitori, prima fra tutti la giovane Pasqualba Rosas, che si riteneva potesse essere custodita all’addiaccio in qualche grotta o in qualche anfratto del Supramonte.

In un clima sempre più cupo che rendeva sempre più difficile l’opera delle Forze dell’ordine, il 31 gennaio 1979, intorno alle 21, giunse in Questura di Nuoro una telefonata da parte di padre Ruju, parroco della chiesa delle Grazie che denunciava il rapimento del noto commerciante Pietrino Cicalò, proprietario degli omonimi “Grandi Magazzini”, avvenuto nel cortile, recintato e poco illuminato, attiguo alla casa parrocchiale.

Gli inquirenti, nonostante le frenetiche attività di indagine, brancolarono a lungo nel buio, anche perché nei mesi precedenti, al di là dai timori che in città attanagliavano soprattutto le persone note con avviate attività commerciali, non vi era stata alcuna avvisaglia in capo alla famiglia Cicalò.

Il silenzio dei banditi, protrattosi per più di due settimane, non lasciava presagire niente di buono. Non una telefonata, non un messaggio, ma un silenzio assurdo che contribuiva ad aumentare il clima di disperazione nella famiglia Cicalò.

Nei volumi della collana si rivivono i drammi del piccolo Luca Locci, dei giovanissimi fratelli Giorgio e Marina Casana, di Pasqualba Rosas di Nuoro, dei tre inglesi Schild, padre, madre e figlia, del commerciante Pietrino Cicalò, dell’industriale Pupo Troffa, tenuto in cattività per lunghi 8 mesi e del povero Giancarlo Bussi, un validissimo tecnico della “Ferrari”, che non avrebbe purtroppo mai fatto rientro in famiglia. Vicende tutte, che servono ad illustrare a tinte fosche uno dei periodi più bui e sconcertanti della nostra Isola.

 L’Autore,  Ettore Angioni, già Procuratore Generale della Repubblica di Cagliari, Pubblico Ministero nel processo, racconta l’esperienza vissuta unitamente al collega Luigi Lombardini, dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Cagliari, nel portare a dibattimento i responsabili dei molteplici fatti delittuosi nel più gravoso, importante e delicato processo contro la delinquenza organizzata che mai sia stato celebrato in Sardegna.

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